domenica 24 marzo 2019

TRATTAMENTI UNGHIE ALL'OLIO DI GERME DI GRANO

sali per le mani e olio rinforza unghie

Questo mese, per #saporidibellezza, l'ingrediente in comune è il GRANO.

Ho pensato di proporvi due trattamenti per rinforzare le unghie: dei sali per il maniluvio e un olio per unghie e cuticole che contengono olio di germe di grano.


venerdì 8 marzo 2019

VIOLETTE BRINATE VERSIONE CON GOMMA DI ACACIA


Come promesso, per chi mi segue su IstagramFacebook, oggi vi parlo di una nuova versione per le violette brinate che ho provato quest'anno.


Le violette brinate fatte con l'albume hanno lo svantaggio di non poterle conservare a lungo, con il sistema simile che andremo a imparare oggi i tempi di conservazione si allungano di molto.

violette brinate con gomma di acacia


Il segreto per farle è la gomma di acacia che ha la capacità di rivestire il fiore e di renderlo un po' più resistente.










INGREDIENTI

violette appena raccolte
liquore trasparente
gomma di acacia o gomma arabica
zucchero semolato

Raccogliete le violette quando sono senza rugiada quindi nelle ore tra le 10 e le 14, solo se la giornata è soleggiata e che non abbia piovuto nei giorni precedenti. 
Raccoglietele in posti lontani da strade inquinate.

Prendete del liquore dall'aspetto limpido e chiaro, in modo che non interferisca con il colore della violetta.

Per lo zucchero usate quello semolato bianco, quello di canna non va bene e quello a velo renderebbe le violette tutte bianche.

La gomma di acacia si può richiedere in farmacia o nei negozi dove vendono articoli per il cake design o provate a chiederla nei negozi alimentari bio.

Sciogliete in un quarto di bicchiere di liquore un cucchiaino di gomma di acacia.
Mescolatelo a lungo finché non si è disciolta tutta, ci vorrà qualche minuto.

Spennellate le violette con questo mix e adagiatele sullo zucchero.
Cominciate prima dalla parte davanti in modo che i petali non si incollino tra loro.
Fate allo stesso modo anche il retro e spolverateci sopra lo zucchero.
violette candite fatte a mano

Mettetele ad asciugare  e ogni tanto andate a controllare che non si incollino al piatto: se si sono incollate al piatto da poco riuscirete a tirarle via prima che diventi impossibile senza romperle.

Vanno asciugate molto bene prima di riporle, ci vorrà almeno un giorno due, meglio ancora se usate l'essiccatore ma a basse temperature o, come ho fatto io, tenendole sul termosifone che in questo periodo non è ancora stato spento del tutto.
come si conservano le viole candite

Per riporle mettetele in un vasetto con l'imboccatura larga e bassa.
Mettete prima uno strato di zucchero sul fondo, poi fate uno strato di violette senza sovrapporle, poi di novo zucchero e così via fino all'ultimo strato che dovrà essere per forza zucchero.
In questo modo lo zucchero assorbirà se è rimasta dell'umidità e eviterà che le violette si schiaccino tra loro.

La signora che mi ha insegnato questa tecnica dice che così si possono conservare anche per un'anno...vi terrò informati!

Con questa tecnica si possono brinare diversi tipi di fiori commestibili tipo i petali di rosa e la mimosa.

Le violette fatte in questo modo hanno un'ottimo sapore, io ho usato un liquore di alloro e limone che avevo fatto io, si sposa benissimo con il sapore della violetta dolce ed erboso.
Sembrano delle caramelle...credo che si sposerebbe bene anche se usate una wodka al limone o del liquore all'anice.

Lo zucchero che avete usato per conservare le violette prenderà l'aroma delle violette candite quindi potete poi riusarlo per fare dolci o biscotti con un'aroma particolare o semplicemente per zuccherare le vostre tisane.

Fatemi sapere se ci avete provato!

Non mi resta che lasciarvi i miei AUGURI DONNA....oggi è l'8 Marzo!
...A PRESTO!!



mercoledì 6 marzo 2019

CIORBA: MINESTRA

Ciorba : una ricca minestra minestrone da piatto unico


Una delle ricette che ho imparato dalla Romania è la ciorba.

É simile al nostro brodo di pollo ma, il fatto che ci aggiungano il succo di limone in cottura, toglie quei tipici occhietti di grasso che si formano in superficie quando il brodo si raffredda: è quindi una minestra che si potrebbe mangiare anche fredda e, vi assicuro, è veramente buona fredda.